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GIÙ LE BORSE, SU LO SPREAD

La speculazione imperversa, sotto lo sguardo “vigile” di Draghi e di Monti

Un’altra settimana che inizia malissimo. Le Borse accusano perdite massicce un po’ dappertutto e per quanto riguarda l’Italia si aggiunge anche il dato, pessimo, relativo allo spread, che supera addirittura quota 520.  

A Piazza Affari e a Madrid si sfiora il disastro completo, con cali superiori al 5 per cento, ma poi c’è un recupero che limita i danni. Per il momento, bisogna subito aggiungere. La tendenza, infatti, rimane a dir poco preoccupante e le spinte ribassiste sono tutt’altro che esaurite.

Di fronte a questo quadro di drammatica instabilità, i governi rimangono sostanzialmente, e colpevolmente, disarmati. In ambito Ue si continua a disquisire sul futuro della Grecia, ovvero sui vantaggi e gli svantaggi della sua permanenza nell’Eurozona. Draghi ha ribadito venerdì che la moneta unica «è irreversibile». Mario Monti, in visita “di affari” in Russia, dichiara che «la situazione è difficile, bisogna puntare sull'economia reale».

Chiacchiere a volontà, guardandosi bene dal fare quello che servirebbe davvero. A partire da una poderosa immissione di nuovo denaro, recuperando almeno un po’ di quella sovranità monetaria che ci è stata espropriata dalla Bce.

Economisti. E quel loro modo di parlare

L'Europa non rispetta i trattati. Ma va tutto bene