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COL “CONTAGIO” SPIEGHI TUTTO

Nel mirino di Moody’s anche la Germania, che di suo va bene ma che risente delle debolezze altrui

Non siamo ancora all’abbassamento del rating tedesco, però la direzione è quella: Moody’s dà un giudizio negativo sulle prospettive e lo fa con toni assai duri.

Il succo è che i fattori di incertezza nel resto dell’Eurozona, dalla Grecia alla Spagna e alla stessa Italia, sono tali e tanti da poter coinvolgere anche l’economia più forte di tutta l’Ue. Il paradosso è che le ripercussioni saranno comunque pesanti, sia che Berlino decida di concedere il suo aiuto ai Paesi in difficoltà, sia che non lo faccia.

Nel primo caso ci sarebbe un costo immediato, per l’entità dei finanziamenti da erogare; nel secondo un contraccolpo di proporzioni indefinite ma di enorme rilievo, vista la perdita di una serie di partner e dei relativi mercati di sbocco. Per non parlare dell’eventuale venir meno dell’euro e, forse, della stessa Unione Europea.

Morale: nel mondo globalizzato nessuno può più considerarsi al sicuro. Gli intrecci finanziari legano in un abbraccio mortale i creditori e i debitori, e il resto lo fanno gli assalti della speculazione.

Quello che viene definito “contagio” è in realtà ancora peggio di un virus: è un vizio genetico del sistema. Ma parlando di contagio lo si fa sembrare una fatalità. E si possono imporre spaventose misure di (finta) prevenzione.

 

Cisi: Moody's gela la Germania

Economisti. E quel loro modo di parlare