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TUTTO MALE. MA LA UE STA A GUARDARE

Giù i listini di Milano e Madrid e su gli spread. Tuttavia, non ci saranno riunioni d’emergenza

Disarmati o imbelli? Oppure conniventi?

Sulle motivazioni si può discutere. Il dato di fatto è che a Bruxelles non stanno facendo nulla di concreto per impedire il naufragio della Spagna e arrestare la deriva dell’Italia. L’atteggiamento è quello dei perfetti burocrati: siccome hanno riempito delle carte con la previsione di misure eccezionali, e siccome adesso bisogna aspettare che la Corte costituzionale tedesca decida se è d’accordo, il loro compito è esaurito. Accada quel che accada, non possono fare di più.

Loro no, ma i mercati sì. Gli speculatori sì.

Il verdetto della Germania è previsto per metà settembre, il che significa quasi due mesi di attesa. Praticamente un’eternità, visti i ritmi con cui i listini di Madrid e di Milano continuano a perdere terreno e visto che gli spread di Spagna e Italia sono già adesso a livelli insostenibili. Oltretutto, Btp decennali a parte, stanno aumentando i tassi anche sui titoli a breve.

Di fronte all’impasse politica della Ue, l’ultima speranza dei commentatori viene riposta in un intervento della Bce. Stante che l’inflazione è al di sotto del 2 per cento, che è l’obiettivo per la stabilità monetaria, ci sarebbe spazio per un’iniezione di liquidità.

Ma resta comunque un palliativo, in assenza di interventi sul sistema.

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