Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

(NON) CONSOLIAMOCI CON MOODY’S

Secondo l’agenzia Usa l’Italia potrebbe uscire dalla crisi nel 2013. Sottolineato: “potrebbe”

Una volta arriva la bacchettata, o la scarica di legnate, e un’altra lo zuccherino di qualche apprezzamento e di moderate rassicurazioni sul futuro.

Si sa. Le agenzie di rating sono fatte così – o, se si preferisce, sono fatte per questo – e da un momento all’altro cambiano parere. Dove i comuni mortali non ravvisano alcuna novità significativa, che giustifichi il passaggio dall’ottimismo al pessimismo o viceversa, i loro selezionatissimi analisti colgono i segnali di un nuovo trend. E incuranti dei molti errori già commessi in precedenza si precipitano ad annunciarlo, con la sicumera di sempre.

Il resto lo fanno i grandi media, naturalmente. Che si affrettano a loro volta a rilanciare i messaggi in arrivo dalle tre big del settore, dalle variazioni ufficiali (ufficiali?) del rating e dell’outlook alle semplici previsioni sugli scenari a venire. E se poi i pareri sono discordi, amen. Evviva la democrazia, anche nella scienza alquanto empirica dell’economia finanziaria.

I vaticini di giornata, arrivati ieri, sono appunto eterogenei. Ma i titoli dei quotidiani pescano accuratamente nel mazzo e privilegiano gli aspetti più piacevoli. A sentire Moody’s l’Italia dovrebbe essere prossima alla svolta definitiva e, unitamente alla Spagna e al Portogallo, potrebbe tornare a crescere a partire dal prossimo anno.

Come si vede, siamo alla fiera del condizionale. E pazienza se Standard & Poor’s, invece, teme una nuova recessione negli Usa, con ulteriori difficoltà per l’Europa.

Tutto normale. Il “duro” lavoro degli analisti continua. Quello della manipolazione di massa altrettanto.

 

Grecia. L’indebitamento senza fine

LA SICCITÀ DEL DENARO MANCANTE