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VENGHINO, CAPITALISTI VENGHINO

Il governo passa alla“fase 2”, puntando su infrastrutture e defiscalizzazione per attirare gli investitori

Per ora si rimane nel campo delle ipotesi, in attesa del Consiglio dei Ministri di domani.

Tuttavia le anticipazioni abbondano, anche per bocca degli stessi esponenti dell’esecutivo, e appaiono verosimili.

L’asse portante dovrebbe essere quello delle infrastrutture, sul doppio binario della realizzazione di nuove opere (la solita pioggia di cemento, in pratica) e di una cosiddetta riqualificazione delle aree urbane più o meno degradate. In questa prospettiva, le cui ricadute sul Pil e sul lavoro sono per lo più transitorie, si pensa a una poderosa riduzione degli oneri fiscali, a cominciare dalla “sterilizzazione” dell’Iva.

L’obiettivo è quello di attrarre i capitali privati, rendendo più appetibili gli investimenti. Una tipica scorciatoia da Paesi emergenti, o da economie europee in ritardo di sviluppo e ansiose di recuperare il gap a colpi di facilitazioni fiscali a tutto vantaggio delle imprese, anche o soprattutto straniere. Quello che si sta bene attenti a non dire, di contro, è quali saranno le conseguenze nel medio e nel lungo termine.

Ovvio: la parola d’ordine è mascherare i guasti strutturali, e insormontabili, dell’intero sistema. La tattica conseguente è occultare dietro misure momentanee gli effetti pratici: l’impoverimento generale e il fatto che la recessione è dovuta all’impossibilità di espandere all’infinito un’economia che è già “cresciuta” troppo e male.

Manovre prettamente dilatorie.

Manovre sostanzialmente truffaldine.

 

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