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DECRETO SALUTE: PIÙ SANI, PIÙ TARTASSATI

In arrivo le nuove norme, dall’imposta sulle bibite zuccherate al divieto di fumo per i minorenni

Come si tutela la salute degli italiani? Secondo il governo Mont, ovvero del ministro Balduzzi, la risposta è semplicissima: colpendoli nel portafoglio, talvolta da consumatori e talaltra da trasgressori, oppure rendendogli un tantino più disagevole l’accesso ai luoghi del vizio, o della tentazione.

Primo esempio: una “tassa di scopo”, ossia a destinazione prefissata del gettito (emergenze escluse…), che colpirà sia le bevande analcoliche prodotte con l’aggiunta di zuccheri, sia i superalcolici. Per le une il balzello sarà «in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato»; per gli altri si salirà a «50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato». In teoria, l’onere sarà «a carico dei produttori». All’atto pratico, non trattandosi certo di beni a prezzo amministrato, va da sé che alla fine lo pagheranno gli acquirenti.

Secondo esempio: le multe per chi vende tabacco ai minori di 18 anni arriveranno a 1000 euro, raddoppiando in caso di recidiva.

Terzo esempio: i videopoker e affini «non possono essere installati all'interno ovvero in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di qualsiasi grado centri giovanili o altri istituti frequentati principalmente da giovani».

Il filo conduttore, come si vede, è l’ipocrisia. Innanzitutto si resta nel mondo degli effetti, ossia del bisogno più o meno compulsivo di consumare sostanze dannose o di sperperare quattrini nel gioco d’azzardo, e non ci si pone affatto il problema di ciò che determina quegli atteggiamenti nevrotici. Secondo, si vogliono ramazzare quattrini, a forza di accise, e si fingono le migliori intenzioni, con dei divieti risibili.

Il sovrapprezzo di pochi centesimi, infatti, non indurrà nessuno a smettere di bere, mentre le sanzioni saranno pressoché impossibili da applicare (e chi ha amici maggiorenni, poi, se ne infischierà del tutto). Quanto ai videopoker «a 500 metri» dalle scuole etc., siamo nel ridicolo puro: non è che gli studenti, salvo forse i bimbetti delle elementari, vengano scortati dalle loro abitazioni fino a dentro le aule e viceversa. Inoltre, la distanza “di sicurezza” di mezzo chilometro non sembra esattamente proibitiva. Anche per quei poveracci che non abbiano un motorino o una citycar.


Rassegna stampa di ieri (27/08/2012)

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