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Bond Italia e Spagna: bene quelli a breve

Rendimenti in calo e collocamento senza problemi: sia l’Italia che la Spagna piazzano con successo le nuove emissioni di titoli pubblici, ma per lo più si tratta di titoli con scadenza ravvicinata.

Nel caso della Spagna siamo addirittura nell’ordine di tre e sei mesi, per un ammontare complessivo di 3,6 miliardi, mentre per l’Italia si passa dai quasi due anni dei Ctz (certificati del Tesoro “zero coupon”, ovvero senza cedola e, quindi, con un guadagno corrispondente allo scarto tra valore nominale e prezzo effettivamente pagato) con rimborso a maggio 2014, per un totale di tre miliardi, e i Btp di Btp indicizzati all'inflazione che scadranno nel 2016 e 2019, per 750 milioni.

Che i dati siano positivi lo dicono le cifre. Che siano anche rassicuranti è tutto da dimostrare. Nella situazione attuale, infatti, le operazioni di breve periodo non indicano alcun mutamento sostanziale nelle tendenze generali, tanto è vero che lo spread tra i nostri Btp decennali e i Bund tedeschi è salito ancora, attestandosi a ridosso di quota 447. Stesso trend, del resto, per quanto riguarda sia la Spagna che la Francia.


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