Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

IL DECRETO SALUTE? HA BISOGNO DI CURE…

Buio fitto sulla bozza del ministro Balduzzi, dopo la pioggia di critiche persino dai colleghi di governo

Peggio della Fornero, che con la sua ipotesi di riduzione del cuneo fiscale si era limitata a una singola proposta. Totalmente infondata, questo sì, e perciò puntualmente bocciata – o, peggio, ignorata – nel lunghissimo Consiglio dei ministri di venerdì scorso.

Essendo così recente, e palese, la lezioncina avrebbe dovuto consigliare a Balduzzi un po’ di cautela. Ma tant’è: la tentazione di atteggiarsi a Grandi Riformatori è quasi irresistibile, sia per i politicanti di carriera che per i tecnici catapultati a Palazzo Chigi, e il ministro della Salute è incappato nel medesimo errore della sua collega del Lavoro. È uscito allo scoperto con la sicumera dei dilettanti. Ed è stato impallinato con la disinvoltura dei professionisti. O anche solo dei mestieranti.

In effetti le obiezioni, e le stroncature, sono le più diverse, ma a collegarle c’è un filo conduttore: i problemi della Sanità sono altrove e i rimedi prospettati lasciano comunque perplessi. Bocciatura secca da parte dei sindacati, compresa la Cisl del filogovernativo Bonanni, e fuoco incrociato dai più diversi soggetti, dentro e fuori la politica. Qualcuno si mette a ragionare, dove può valerne la pena, e qualcun altro la butta sul sarcasmo, a ragion veduta.

Rispetto alle novità sui medici di famiglia, che costituiscono uno degli aspetti più delicati e potenzialmente più seri di tutto il decreto, il senatore del Pd Ignazio Marino liquida l’approccio come «poco coerente». Un giudizio lapidario, che espresso in maniera meno garbata equivale a un «Balduzzi non è in grado di raccapezzarsi», ma che rientra pur sempre nell’ambito di una discussione approfondita.

Tutt’altro clima, invece, riguardo alla stramba pretesa di imporre una sovrattassa sulle bevande zuccherate. I produttori, riuniti sotto le sigle di Assobibe e Mineracqua, parlano di «incredulità» e di «forte preoccupazione». Ancora più netto, a ragione, è il leghista Roberto Maroni: «Stiamo andando verso uno Stato etico che ci dice anche cosa fa male mangiare. Le bibite gassate fanno male e le patatine no?».

La direzione è quella giusta. Il tiro si può alzare parecchio: «le bibite gassate fanno male e la televisione no? E la pubblicità no? E questo modello di produzione e di consumo no?».


Rassegna stampa di ieri (28/08/2012)

Democrazia sottratta