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GIORGIO, UN PRESIDENTE MINATORE

Napolitano, vecchio cuore comunista, dichiara di essere vicino alla lotta dei lavoratori del Sulcis

La nota è stata emessa ieri e compare anche stamattina sul sito del Quirinale, proprio in apertura.

I maligni direbbero forse che è stata esibita, ma è appunto perché sono maligni. A cominciare dal breve riassunto che precede il comunicato, infatti, si capisce benissimo che l’afflato del Capo dello Stato è sincero. Anzi, palpitante.

Leggiamolo insieme: «Sulcis: dare risposte che possano trasmettere serenità e fiducia ai minatori e trovare soluzioni sostenibili dal punto di vista della finanza pubblica e della competitività internazionale».

La pietra filosofale, in pratica. Ciò che riesce a trasformare le plumbee esigenze del neoliberismo nell’oro zecchino dell’occupazione sicura e delle retribuzioni adeguate.

Ma è tutto il testo (qui) che merita di essere letto. E chissà che gioia – e quale rassicurazione – avranno provato nel riceverne copia gli oltre cento lavoratori che si sono chiusi nel sottosuolo della loro miniera destinata alla chiusura.

Impossibile dire se, così rincuorati, torneranno in superficie già nelle prossime ore, ma certo quelle del Presidente della Repubblica sono parole che dischiudono altissime speranze, se non proprio certezze assolute, di un epilogo felice.

Scrive Napolitano: c’è «la necessità di un profondo ripensamento delle politiche di sviluppo seguite nel passato e di rilancio su basi nuove e più solide dell'economia regionale. Questa esigenza è stata riconosciuta sia dal governo regionale sia da quello nazionale, ed è in atto da mesi uno sforzo per aprire nuove prospettive».

Purtroppo, com’è noto, lo «sforzo» non ha prodotto finora nessun risultato, altrimenti i bravi minatori della Carbonsulcis non sarebbero arrivati a fare quello che stanno facendo. Tuttavia non bisogna mai disperare: domani ci sarà un altro incontro e il Quirinale ritiene che «debba costituire un'occasione di bilancio delle verifiche e delle esplorazioni già compiute, e dare prime risposte».

Alé. La benedizione è giunta. Andate in pace. Amen.


 

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