Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Che ne dite di un Ribelle all-news?

Il Ribelle sta per cambiare. Molto. Per la precisione sta per crescere e migliorare, proprio in queste ore, anche se ancora non lo potete vedere.

Desideriamo condividere in primo luogo con voi abbonati queste anticipazioni, e chiarirvi il motivo del rallentamento di questi giorni in merito agli aggiornamenti del sito: stiamo lavorando al massimo per preparare tutte le novità che sono in programma.

Uno studio ponderoso, accurato e se vogliamo spietato messo a punto molto recentemente per la Università di Oxford da parte del Reuters Institute for the Study of Journalism (chi vuole può leggerlo, in lingua inglese, scaricando questo pdf) e calibrato sulle iniziative europee in merito a progetti giornalistici on-line (ben nove: tre tedesche, tre francesi e tre italiane, queste ultime sono IlPost,Lettera43 e Linkiesta) ha confermato alcune intuizioni che avemmo già diversi anni addietro, per la precisione quando decidemmo di varare la versione quotidiana del sito, e ci ha infuso ulteriore coraggio per prendere la decisione che vi spieghiamo a breve.

Sinteticamente: nel panorama dei media europei e delle start-up relative ai progetti giornalistici, ci sono due scuole di pensiero in merito alla tipologia dei contenuti e ancora due scuole di pensiero in merito alle possibilità di sostentamento (anche se per diverse tra le realtà prese in esame si può parlare tranquillamente di vero e proprio business). Per quanto attiene al primo punto le opzioni sono due: cercare di porsi in concorrenza diretta con i mainstream del paese di pertinenza, oppure creare dei giornali che siano di complemento a quanto già esistente. Riguardo ai metodi per sopravvivere, c'è chi ha scelto la strada della pubblicità (il 90% dei casi presi in esame) e chi quella di offrire contenuti, in gran parte o totalmente, in abbonamento.

Ebbene, le uniche realtà che stanno riuscendo a sopravvivere sono proprio queste ultime. Chi si è affidato alla raccolta pubblicitaria, stando ai dati recenti, dovrebbe in qualche caso raddoppiare e nella maggior parte dei casi quadruplicare le visite attuali per poter aspirare a vivere. Non c'è storia, insomma. I big player, che si basano, almeno in Europa, sulla pubblicità, la fanno largamente da padroni. I metodi che utilizzano sono noti: devono generare una quantità impressionante di pagine viste per far pesare i numeri con gli investitori pubblicitari. E per generare questa mole di visite utilizzano tutti i metodi possibili e immaginabili. Metodi che, spesso, non hanno nulla a che vedere con il giornalismo, vedi le gallerie di gossip quando non peggio. O, più precisamente, nulla a che vedere con quello che, almeno secondo noi, sarebbe giusto aspettarsi da un Giornale. E la G maiuscola è voluta. 

Ne abbiamo facili, e spiacevoli esempi anche nel nostro paese, attenendoci anche solo ai grandigiornali on-line, semplicemente andando a verificare la quantità di spazzatura che viene pubblicata sulle loro pagine. Spazzatura, vale la pena ribadirlo anche se i nostri lettori già lo sanno e sono "vaccinati", che non fa altro che aumentare il bombardamento cui gli utenti di tali testate vengono sottoposti. Non solo. Quella spazzatura contribuisce ancora di più a smarrire quelle che sono, o dovrebbero essere, le motivazioni che spingono una persona a informarsi. Con il frastuono di tutto quanto tali redazioni si sforzano di mettere in pagina si perde di vista ciò che è importante. E la conferma viene dal livello modestissimo e ingannevole di quello che viene assorbito dalla maggior parte dei lettori del nostro paese: moltissime notizie superficiali, collocate nel quadro di interpretazioni conformiste e fuorvianti, e pochissimi elementi di effettiva comprensione di ciò che accade e delle relative cause.

Con la pubblicità è possibile vivere per realtà in lingua inglese, visto il bacino di utenza tanto ampio nel mondo, ma a livello di paese con lingua propria come la Francia, la Germania e l'Italia, le cose stanno diversamente. E in ogni singolo paese vive solo chi prende tutto, come i big player nostrani (che ricevono, tra l'altro, anche contributi pubblici).

Ma c'è di più: il valore aggiunto più importante di un giornale è quello di riuscire a rendere evidente una prospettiva, un senso complessivo. Riuscire a creare per il lettore una gerarchia di importanza in merito ai fatti che accadono. Riuscire a informare nel modo più esauriente possibile, e su ciò che conta davvero, filtrando nel migliore dei modi il flusso infinito di contenuti che vengono alla luce quotidianamente.

In parole ancora più semplici: compito del giornalista di professione, oggi che internet è di sicuro il mezzo più efficace per informare, se utilizzato nel modo corretto, è quello da un lato di creare dei percorsi informativi che puntino alla conoscenza, e dall'altro di svolgere il fondamentale ruolo di filtro per il lettore. O si va in giro e si cerca di scovare, leggere, discernere e digerire il più possibile di quanto viene prodotto (e sappiamo che il 99% è spazzatura che brucia tempo, attenzione e cellule cerebrali) oppure ci si affida ai "propri" giornalisti, al "proprio" giornale. Insomma a chi svolge tale lavoro per sé e offre una griglia interpretativa, ragionata, filtrata dalle impurità, dei fatti che hanno reale importanza.

Come si capisce, il presupposto per fare quest'ultimo lavoro è essere liberi da condizionamenti esterni. Insomma, se c'è futuro per la nostra professione, e quindi per la possibilità dei lettori diconoscere (essendo a loro volta attivi, partecipi, vigili e complici del giornale stesso, sia chiaro), la chiave di volta è tenersi lontani dalla pubblicità e da ciò che bisogna fare per raccoglierla. 

Beninteso, per noi il discorso non si pone in ogni caso, come sapete da sempre: la nostra scelta di non ospitare pubblicità, che non sia di carattere culturale, è uno dei tratti distintivi di questo progetto.

Ad ogni modo, anche del punto di vista dei meri conti economici, che pur sono indispensabili per andare avanti in questo mondo, la strada che avevamo intrapreso era dunque giusta. Pensate che, sempre secondo lo studio del Reuters Institute, tra le start-up prese in esame che hanno optato per una formula ad abbonamento parziale o totale (ad esempio Mediapart, al di là di entrare nel merito sulla qualità del prodotto o meno) e che stanno riuscendo a sopravvivere, mentre tutte le altre sono in forte perdita, sono stati rilevati dati di abbonamento veramente interessanti. Parliamo di realtà che viaggiano attorno ai 500 abbonati - meno che nel nostro caso, per fare un paragone - e che potrebbero riuscire a far quadrare i conti e a implementare il proprio lavoro arrivando a una base stabile, secondo quanto dichiarato, attorno ai 2000 abbonamenti. 

Abbiamo motivo di credergli. Sono grossomodo le proiezioni che abbiamo fatto anche noi. E a noi torniamo, dunque. E a tutti voi che da anni - già cinque, per l'esattezza! - permettete al Ribelle di andare avanti.

Per il momento, allora, comunichiamo le novità più importanti, che sono di portata generale e dalle quali discenderanno tutte le altre, caso per caso, punto per punto, settore per settore, che stiamo realizzando proprio in questi giorni e che scopriremo insieme passo passo a partire dagli ultimi giorni di questo mese.

La più grande è di carattere umano, nel senso delle risorse che da questo momento siamo finalmente pronti a impiegare per il progetto: per la prima volta possiamo mettere in campo tre di noi, in redazione, con impiego a tempo pieno. In tre, in redazione nella newsroom, tutto il giorno, a lavorare solo per questo progetto. E a questi rimarranno aggiunti tutti i collaboratori che conoscete più un paio di nuovi giornalisti che abbiamo voluto assolutamente prendere a bordo.

Cosa significa lo si può facilmente immaginare. E in ogni caso non manca molto a vederlo. Come detto, verso l'ultima settimana di agosto inizieremo a ripubblicare "di peso" (con il nuovo peso) e a settembre saremo a pieno regime.

Prima cosa, fondamentale: per gli abbonati ci saranno ancora più contenuti a loro riservati. Rimane ilMensile, con alcuni ritocchi, ed è iniziata e sarà incrementata fortemente la produzione di e-book. Ovviamente rimane anche la versione Quotidiana. Anzi, è proprio in merito a questa che ci saranno le novità più importanti.

Brevemente: il quotidiano diventa all-news - non nel senso di "tutte le news", ma in quello di "tutte le news che contano, e rapidamente". Di più, molta della produzione sarà letteralmente "live".

Sarà potenziata fortemente - fortemente! - la WebRadio, che diverrà VideoWebRadio, sempre in streaming, nei momenti in cui saremo in diretta. E questi momenti saranno molti. Ogni giorno. Più volte al giorno. 

Rimarrà Noi Nel Mezzo settimanale, e a condurla dalla prossima stagione ci sarà un cambio al timone (sì, quello che aspettate). E ci sarà almeno una nuova trasmissione quotidiana (questa volta sì, parte sul serio). Oltre ai notiziari, agli editoriali, alle interviste. Una (video)radio di flusso e contatto, centrata sulle notizie e sugli approfondimenti in aggiunta alla musica.

Ma come mettere in pagina tutto questo? Ci abbiamo ragionato a lungo, e crediamo di aver trovato la soluzione più adatta per risolvere questa mole di produzione e per - secondo punto che ci ha spinto a tale decisione - cercare di diffondere il più possibile questo progetto, anche a chi all'inizio avrà ancora remore nello scegliere di abbonarsi al giornale.

Ultima anticipazione, dunque: la sezione live del Ribelle (chiamiamola così, per ora) con notizie, articoli, trasmissioni audio e video, segnalazioni, il canale radio h24 e ovviamente il richiamo ai contenuti riservati agli abbonati, avrà una nuova casa. Una sorta di hub redazionale che avrà una duplice funzione. La prima: essere davvero un contatto perennemente acceso, da consultare più volte al giorno o da seguire in sottofondo durante la giornata, tramite il quale aggiorneremo, e interagiremo, su tutto quello che ci sembra di rilievo e degno di essere portato all'attenzione. La seconda: veicolare con maggiore facilità, rivolgendoci a utenti che non siano già “sintonizzati” sulle nostre tesi, il richiamo ai contenuti che sono invece riservati ai sostenitori del Ribelle. Sperando che questi ultimi continuino e seguirci e che il loro numero cresca, in modo da poter sviluppare l'uno e l'altro progetto. Tanta roba, insomma.

Stay Tuned.

Valerio Lo Monaco

PS

In ordine a tutte le novità che stiamo realizzando, il sito, qui, durante agosto subirà delle piccole modifiche (sarà più snello e più orientato ai soli abbonati). E non appena avremo pronta una versione beta della nuova pagina "live" la comunicheremo in primo luogo e per i primi giorni proprio (e solo) a voi.

Naturalmente, chiunque avesse suggerimenti o perplessità o proposte può pubblicarle nei commenti di questo articolo.

(Qui la versione per abbonati con tutti i commenti)

ASSANGE, CHE DEVE SERVIRE DA ESEMPIO

SIRIA: SIA BENVENUTO IL FORFAIT DI ANNAN