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Gazprom: niente guerra alla Ue

Bruxelles muove guerra alla russa Gazprom, con una procedura per abuso di posizione dominante, ma il colosso dell’energia non raccoglie la provocazione e si dichiara pronto a collaborare con gli eurocrati, facendo comunque notare che è una azienda di Stato che svolge un ruolo strategico per il suo paese: non in tutto il mondo è seguita solo la mera logica del profitto.

La Ue cerca da anni di diversificare le sue forniture di gas, con scarsi successi, ma non si vede come potrebbe averne avuti se il gas si trova in Russia e le alternative esistevano, come il gasdotto Nabucco, solo sulla carta.

Una rottura con la Gazprom, alle soglie dell’inverno, potrebbe rivelarsi disastrosa per un’Europa che dipende per il 36% dalle sue forniture, mentre alcuni singoli Stati Membri, quali Bulgaria, Estonia, Lituania e Slovacchia, addirittura per il 100%.

Un eventuale “inverno russo”, perciò, non sarebbe da imputare a Putin, ma ai funzionari di Bruxelles.

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