Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Croce Rossa. L’Europa nel baratro della crisi

Prima le attività principali erano quelle dei corsi di primo soccorso, della presenza sul territorio per l’aiuto senza fissa dimora. Da cinque anni a questa parte, ha raccontato ieri a Roma Antoni Bruel, Coordinatore Generale della Croce Rossa Spagnola, l’impegno è cambiato. I principali fruitori dell’assistenza sono diventati famiglie, lavoratori e disoccupati. La crisi economica  ha cambiato il panorama  dell’intervento umanitario e non solo in Spagna.

Il Rapporto “Think Differently” – realizzato dalla Zona Europa della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa (FICR) presentato ieri a Roma fotografa una realtà drammatica in tutta Europa. Descrivendo lo sviluppo di programmi locali delle Società di Croce Rossa nel 2012, il Rapporto racconta del notevole aumento di persone che vivono in povertà e di quelle che chiedono sussidi alimentari e altri tipi di assistenza. Aumentano i cosiddetti  nuovi poveri, persone che, pur lavorando, non riescono ad arrivare alla fine del mese e che devono affrontare il dilemma di comprare da mangiare o pagare le bollette. Di conseguenza la crisi investe anche la condizione dei bambini e la loro salute. La mancanza di cibo può influenzare capacità di apprendimento, per questa ragione la Croce la Rossa in Bulgaria e Spagna sta fornendo cibo per le scuole, da destinare ai bambini che arrivano a lezione la mattina senza aver fatto colazione. Nei 22 paesi della zona Europa (che comprende l’Ue, il Caucaso e l’Asia Centrale) sono oggi 3.5 milioni le persone che ricevono aiuti alimentari dai programmi di assistenza della Croce Rossa e della Mezzaluna Rai, erano 2.5 milioni nel 2009. Un incremento del 75%. In quattro anni.  Tra i Paesi maggiormente in difficoltà, la Spagna, dove sono 1.2 milioni le persone che hanno ricevuto aiuti alimentari nel 2012, più del doppio rispetto al dato del 2009 (514 mila).

In Italia nel 2012 sono stati circa 400.000 i nuclei familiari assistiti dalla CRI in diversi campi: distribuzione di alimenti, fornitura di medicinali, visite specialistiche, supporti sanitari, prodotti per l’infanzia (latte in polvere ad esempio), occhiali, protesi dentarie, materiale scolastico per bambini che frequentano la scuola dell’obbligo, materiale per l’igiene, pagamento delle utenze a chi non può più permetterselo. Oggi i nuovi poveri sono rappresentati da famiglie con bambini che si sono esposte comprando casa, che hanno un mutuo da pagare o che prima sostenevano un mutuo con due stipendi ed ora ne hanno solo uno. In gran parte operai, ma crescono gli impiegati, soprattutto del settore privato. Uomini che spesso, una volta separatisi, hanno difficoltà anche a trovare un tetto perché devono dare priorità al sostentamento della ex moglie e dei figli.

Mugabe all’Ue: “Voglio sviluppare relazioni d’affari”

Grecia: Alba Dorata resta terzo partito