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Inquinamento in Niger. Protesta contro l’Areva

Il Niger è uno dei Paesi più ricchi di uranio. Allo stesso tempo, è uno degli Stati più poveri al mondo. E forse, uno dei più inquinati. È la contraddizione di un Paese che ha concesso per tanti anni il monopolio dello sfruttamento dell’uranio all’Areva, la multinazionale francese, accusata di non rispettare  l’ambiente e di fregarsene delle regole. 

Oltre cinquemila persone sono scese in strada ad Arlit per denunciare i continui danni ambientali causati dal gigante francese dell’uranio. Secondo un recente rapporto pubblicato da Greenpeace, la situazione ambientale nel Niger è gravissima: ad Akokan si registra nell’aria una concentrazione di radon, un gas naturale tossico, 500 volte superiore a quella del normale. Ad Arlit, quattro campioni su cinque hanno attestato la pericolosità dell’acqua con livelli di tossicità oltre i limiti fissati dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

In parole povere la popolazione nigerina sta lentamente morendo.

Come ha spiegato alla Misna Aazoua Mahaman, coordinatore della società civile ad Arlit « la popolazione ha ereditato 50 milioni di tonnellate di residui radioattivi stoccati ad Arlit e Areva continua a pompare gratuitamente 20 milioni di metri cubi d’acqua all’anno mentre la gente muore di sete». Il colosso francese «continua a provocare radioattività senza preoccuparsi dei problemi quotidiani degli abitanti: strade e case son state costruite con materiali radioattivi mentre la nappa freatica si sta prosciugando ed è stata contaminata». In Niger si beve, si respira e si cammina sul veleno.  Da parte sua, la multinazionale, che ha sempre negato le sue responsabilità,  ha ribadito il proprio impegno nella realizzazione di progetti sociali in materia di sviluppo economico e di sanità. Promesse che aveva già annunciato negli anni scorsi, ma che non si sono mai concretizzate.

Come dice Greenpeace, nel suo rapporto, «la verità è che la società nucleare francese in Niger è uno Stato nello Stato che perpetua il peggiore neo-colonialismo e che questa si è sempre cibata di mancanza di trasparenza, intrighi, rapporti con dittatori sanguinari ed avidi clan tribali».

Di fronte al malumore generale, il governo nigerino ha annunciato che «valuterà molto da vicino i contratti minerari con Areva», definendo «squilibrato» il partenariato economico con la società francese.

(f.d.)

 

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