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Spionaggio in rete. Controffensiva brasiliana.

Lo spionaggio statunitense ai danni del Brasile scoperto grazie ai documenti classificati resi noti nella scorsa estate dal’ex analista dell’Nsa, Edward Snowden, ha profondamente irritato la presidenta Roussef, che di fronte alle spiegazioni “insufficienti” ottenute da Washington ha cancellato la visita negli Usa prevista per il 23 ottobre. Ma la controffensiva brasiliana non si fermata alle dimostrazioni di disappunto. Venerdì scorso la presidenza ha annunciato la decisione del suo governo di convocare per il 2014 un Conferenza Internazionale sulla Sicure «Sono determinata affinché il Serpro (Servicio Federal de Procesamiento de Datos) impianti un sistema di posta elettronica sicuro in tutto il governo federale». La mandataria ha quindi spiegato che questa è la prima misura per ampliare la riservatezza e la inviolabilità dei messaggi ufficiali e che «è necessaria più sicurezza nel messaggi per prevenire possibili spionaggi». Dal canto suo il ministro delle Comunicazioni, Paulo Bernardo, ha dichiarato che il governo ha allo studio un servizio pubblico e gratuito di posta elettronica attraverso le Poste Nazionali e che sarà anche codificato per aumentarne la sicurezza, confermando le anticipazioni dei primi di settembre quando si era pensato di dare vita a un sistema nazionale di posta elettronica per competere con imprese come Gmail e rendere più sicure la comunicazioni ufficiali di fronte allo spionaggio su internet da parte degli Usa.

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