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Israele bypassa ancora una volta il diritto internazionale: crescono gli insediamenti

Continua senza sosta l’incremento d’insediamenti israeliani all’interno dei territori occupati della West Bank.

Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Ong israeliana, Peace Now, ci sarebbe stato un aumento del 70 per cento rispetto allo scorso anno. I numeri che emergono dal rapporto sono impressionanti: si parla di almeno 1.708 nuove abitazioni costruite tra gennaio e giugno, di cui l’86 per cento in aree in cui non sono richiesti bandi di gara, in una delle zone a più alta densità abitativa del mondo.

Buona parte delle nuove colonie si trovano in porzioni di terra al di là del confine stabilito nei colloqui di Ginevra, in territorio palestinese. La questione sembrerebbe di poco conto, simile ad altre già sperimentate nel corso degli anni, ma il piano E1 significa qualcosa di diverso. Quest’area rappresenta l’unico punto di congiunzione tra la porzione settentrionale e quella meridionale della Cisgiordania, di fatto con le nuove costruzioni denunciate nel rapporto di Peace Now, Israele tenderebbe ad avere un controllo permanente dell’area, chiudendola di conseguenza alla popolazione palestinese. Come sostiene buona parte dell’elite politica palestinese, la realizzazione dell’insediamento sarebbe un serio ostacolo alla soluzione politica del conflitto secondo il modello “due popoli, due Stati”, in realtà mera utopica soluzione politica sbandierata da una comunità internazionale che tace quando Israele, come in questa vicenda, viola il diritto internazionale.

S.C

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