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In Egitto è caccia alle streghe

Hanno arrestato anche il numero 2 dei Fratelli Musulmani, Essam El Arian. Gli ultimi sviluppi, del resto, si incardinano su un lungo passato. In Egitto, infatti, lo scontro tra la giunta militare e i Fratelli Musulmani risale ai tempi di Gamal Abdel Nasser.

L’impossibilità di costituire partiti religiosi nella nazione nordafricana fu decisa nel 1971, al tempo di Anwar Sadat, nell’intento di creare un equilibrio tra le forze politiche e le comunità etnico-religiose che compongono il mosaico egiziano. Legge che è stata schivata dopo la caduta di Mubarak dal Partito Giustizia e Libertà (Fjp) – legato a doppio filo con la Fratellanza - e che oggi, dopo la destituzione dell’ex presidente Mohamed Morsi, è tornata a far discutere l’attuale governo di transizione. Si parla di bando per i partiti religiosi e cancellazione dell’articolo 219 sull’interpretazione della Sharia: due emendamenti proposti dal comitato di revisione per la nuova Costituzione egiziana e diretti chiaramente contro i Fratelli Musulmani al fine di emarginarli completamente dalla scena politica.

La caccia alle streghe però è già iniziata da qualche settimana. Ieri, come detto in apertura, le forze di sicurezza egiziane hanno arrestato Essam El Erian, vicepresidente del partito islamico Giustizia e Sviluppo, uno dei pochi responsabili di spicco della Confraternita ancora a piede libero. Così El Erian, insieme a Mohammed Badie (guida generale dei Fratelli Musulmani) e il suo vice Khairat al Shatir, dovrà subire un processo per incitazione alla violenza e agli omicidi risalente alle proteste del 30 giugno scorso. Intanto il processo del leader Morsi è atteso per il prossimo 4 novembre.

S.C

 

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