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Brasile. Dilma accusa il Canada: “Anche voi ci avete spiati”

Non solo gli Usa. Pare che anche il Canada abbia spiato Brasilia. Lunedì la presidenta brasiliana, Dilma Rousseff, ha usato il suo account Twitter (@dilmabr) per chiedere al Canada di spiegare in quale modo ha ottenuto illegalmente informazioni segrete sul ministero brasiliano delle Miniere e dell’Energia. Difatti un nuovo documento sottratto alla Nsa da Edward Snowden e diffuso dai media brasiliani svela che agenti canadesi avrebbero sottratto dati dalla struttura del ministero e dal suo sistema di comunicazione interno, intercettato telefonate e posta elettronica e ottenuto informazioni classificate. E anche stavolta, nonostante sia stato il Canada a essere beccato con le mani nella marmellata, pare che ci sia lo zampino nordamericano. Secondo le rivelazioni, infatti, i dati ottenuti dalle barbe finte canadesi sono stati messi a disposizione dei colleghi statunitensi (e britannici) nel giugno del 2012. A rivelarlo il giornalista Glenn Greenwald che, sempre in contatto con Snowden, già in precedenza ha reso note le azioni di spionaggio della Nsa (National Security Agency) statunitense, rivelazioni che hanno provocato una crisi diplomatica fra Brasile e Usa e l’annullamento della prevista (per il 23 ottobre) visita di Stato della Rousseff a Washington. Grazie alle rivelazioni di Snowden nel luglio scorso il Brasile ha scoperto di essere stato parte di una rete di 16 basi di spionaggio dei servizi segreti Usa che hanno intercettato milioni di telefonate e di messaggi di posta elettronica. Di questa rete facevano parte anche Ecuador, Argentina, Venezuela, Colombia, Bolivia, Egitto, India, Iran, Turchia, Cina, Russia, Francia e Messico tra gli altri.

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