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Nucleare. L’Iran rimanda al mittente le accuse di Kerry

 

Teheran ha respinto nettamente le accuse statunitensi secondo le quali la responsabilità del mancato accordo sul nucleare nei recenti colloqui di Ginevra sarebbe da addossare alla repubblica islamica. “Il gruppo dei 5+1 era unanime sabato quando abbiamo presentato la nostra proposta agli iraniani, (...) ma l’Iran non ha potuto accettarla, in quel momento, non era in grado di accettarla”, ha commentato il segretario di Stato americano John Kerry che lunedì da Dubai ha smentito divergenze tra le potenze occidentali, sottolineando invece che fossero stati i negoziatori iraniani a bocciare l’intesa. Ma l’Iran non ci sta. “Signor segretario di Stato, è stato forse l’Iran ha svuotare per metà il testo degli americani e ad esprimersi pubblicamente contro?”, ha replicato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif sul suo account Twitter. Il riferimento è all’intransigenza francese, la reale causa del mancato accordo. Gli stessi media francesi nel fine settimana, al termine dei colloqui di Ginevra, hanno scritto che è stato il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius a bloccare l’ipotesi di un’intesa in quanto in documento non impediva di completare la centrale di Arak, secondo Parigi in grado in futuro di produrre plutonio. Anche Mosca accusa la Francia di aver fatto naufragare l’accordo. “La bozza di documento congiunto soddisfaceva la parte iraniana ma, poiché le decisioni nei negoziati vanno prese all’unanimità, non è stato possibile arrivare all’accordo finale”, ha sostenuto una fonte del ministero degli Esteri russo, citata da tutte le principali agenzie del paese. La stessa fonte ha quindi criticato il segretario di Stato Usa affermando che la sua interpretazione «distorce quel che è accaduto a Ginevra». Intanto non si sa nulla sugli autori dell’omicidio del vice ministro iraniano per l'Industria, Safdar Rahmat Abadi, assassinato con colpi d’arma da fuoco domenica a Teheran.

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