Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

La Francia all’assalto dell’Angola

La Francia, in forte crisi economica, guarda sempre più verso l’Africa, e non più solo quella francofona. È quanto si evince dalla recente visita di Laurent Fabius, ministro francese degli Affari Esteri, in Angola.

«La Francia vuole far parte del miracolo angolano» è il titolo di un articolo pubblicato il 1 novembre da France 24. Dopo dieci anni di assenza, un ministro francese è infatti tornato in Angola, il nuovo eldorado economico. Non a caso, i grandi rappresentanti delle principali aziende francesi hanno accompagnato Fabius a Luanda, la capitale dell’Angola. Parliamo di colossi economici come la Total, Airbus, Air France, Alstom, Bolloré, Veolia, BNP Paribas.

Come si legge in una nota pubblicata nel sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze francese, «pochi Paesi al mondo hanno un potenziale importante come l’Angola, dove, nonostante la concorrenza, ci sono significative opportunità per le imprese francesi»

Il petrolio è l’obiettivo principale. L’Angola, secondo produttore africano di petrolio, se la gioca alla pari con Algeria e Nigeria. La Francia ha investito circa 10 miliardi di euro in Angola nel 2012: oltre il 90% è rappresentato dalla Total. A parte l’oro nero, l’Angola ha anche altre risorse in quantità significative: gas, diamanti, oro, bauxite, uranio, pesce e terreni fertili.

Al di là delle enormi opportunità di affari che offre l’Angola, per la Francia si tratta di frenare l’offensiva economica della Cina. Oggi l’impero di Mezzo è il primo partner economico e commerciale di Luanda.

Per la Francia, la cui presenza è sempre più contestata nelle sue ex colonie, l’ Angola rappresenta un’opportunità per espandere ulteriormente la sua influenza. Ma non sarà facile. Pechino non ha alcuna intenzione di lasciare campo libero a Parigi e l’Esagono non è ben visto in Angola, che ha sempre difeso con ardore la sua sovranità.  

La storia relativamente recente del Paese (la lunga guerra di indipendenza contro il Portogallo e il devastante conflitto  civile) ha portato l’Angola a difendere a tutti i costi i suoi interessi, ovunque e con chiunque. 

New York: Bill, il sindaco del Super-Melting-Pot

Podcast La Controra del 06/11/2013