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Il circolo perverso dei 1000 mld dati alle Banche

Ricordate l'operazione chiamata LTRO? Continuano i rimborsi verso la BCE. Indovinate chi ci ha perso…

Tutto è iniziato poco più di un anno addietro, quando la Banca Centrale Europea, per mezzo del meccanismo chiamato Long Term Refinancing Operation (LTRO), non ha fatto altro che stampare moneta (cioè: scrivere dei numeri con tanti zeri dentro a un computer) e assegnarla a varia Banche europee. Si è trattato, a vari scaglioni, di circa 1000 miliardi di euro. 

Il criterio dell'operazione, o almeno quello che era stato comunicato ai media come motivazione ufficiale, era quella di offrire denaro alle Banche in crisi per poter permettere loro non solo di consolidare una situazione che era già compromessa, ma anche per poter consentire di iniziare nuovamente a offrire dei crediti ad aziende e privati. Per contenere il credit crunch, cioè la riduzione dell'erogazione delle Banche di denaro in prestito verso cittadini e imprese, interveniva insomma direttamente la BCE.

Punto fondamentale: tali prestiti - perché di prestiti si trattava - venivano concessi alle Banche all'interesse ridicolo, o quanto meno non più che simbolico, dell'1%. Si badi bene che nello stesso preciso momento in cui la BCE aveva un occhio di riguardo di questo tipo nei confronti delle Banche, i Paesi maggiormente nell'obiettivo della speculazione internazionale, in particolare modo la Grecia e i piigs, tra i quali anche l'Italia, si trovavano invece a chiedere prestiti sul mercato, per mezzo delle aste dei titoli di Stato, a interessi di molto superiori. Per non parlare dei semplici cittadini e delle imprese che invece di prestiti, all'epoca, non vedevano neanche l'ombra se non impegnandosi tutto ciò che avevano da offrire e a fronte di interessi con tassi da strozzinaggio legalizzato.

Ma il tema non si esaurisce qui, per un motivo molto semplice: le Banche, una volta incamerati i denari, non hanno affatto iniziato a loro volta a prestarli a cittadini e aziende, come confermano tutti i dati relativi. Li hanno reinvestiti proprio nei titoli di Stato dei Paesi che rendevano di più. Dunque, il fenomeno del credit crunh è andato avanti come prima, tante aziende sono fallite e tanti cittadini sono stati ridotti sul lastrico, e le Banche hanno utilizzato il denaro loro concesso al tasso di interesse dell'1% dalla BCE per speculare sul rendimento dei titoli di Stato dei Paesi già in crisi.

Beninteso, nulla di straordinario sotto al sole: era evidente che andasse così. La Banca Centrale Europea è una azienda privata e che pertanto, come tale, deve generare profitto. Ed è posseduta da varie Banche private che sono state beneficiate di tale prestito agevolatissimo per generare a loro volta profitti a discapito degli Stati Nazionali e dei loro cittadini. Chi pensava (e pensa) il contrario è stato (ed è) un ingenuo.

Ebbene, adesso, ma già da un po', tante Banche hanno iniziato a rimborsare il prestito ricevuto alla Bce. Finora, nelle prime tre finestre disponibili, tra quelle concordate per i rimborsi, sono stati restituiti già 145,6 miliardi, più gli interessi. E la prossima settimana è in previsione che altre nove Banche rimborsino alla BCE ulteriori 3,8 miliardi di euro.

Il meccanismo, per le Banche e per la Banca Centrale Europea, gira liscio come l'olio. E non poteva essere altrimenti. I titoli di Stato a breve termine (ad esempio, quelli a tre mesi) in cui le Banche hanno investito il denaro ricevuto, sono andati a scadenza e i vari Stati, impegnandosi nuovamente sui mercati a tassi sempre molto alti, pur di non fallire hanno onorato i propri impegni. Dunque le Banche hanno incassato e ora possono restituire a loro volta alla Bce. 

Per quanto attiene solo all'Italia - ma il ragionamento, pur con numeri diversi, si può applicare fedelmente a ogni altro Stato - le Banche hanno avuto denaro all'1% e lo hanno investito sui titoli del nostro Stato pagati con circa il 3% di interesse. Ergo, ci hanno guadagnato sopra e possono ora restituire il denaro, pur maggiorato del misero 1% di interesse, alla Bce.

Si tratta di una truffa legalizzata. Meglio, di un crimine prima morale che finanziario: la "Banca europea" ha fatto gli interessi (privati) propri e quelli delle Banche private europee le quali, a loro volta, hanno succhiato denaro direttamente dalle tasche dei cittadini. Cioè del pubblico.

Tutto, ripetiamo, fila liscio come l'olio, per "loro". E i banchieri e Mario Draghi sono ancora in grado di andare in giro a piede libero senza che la giusta e sacrosanta rabbia degli europei - che evidentemente non si rendono neanche conto di questo elementare processo criminoso - abbia invece tutte le motivazioni di venire fuori e rendersi manifesta. Almeno violentemente pari alla violenza di come le Banche li stanno affamando. 

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