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L’ALTA FINANZA CI TIENE D’OCCHIO

Blackrock in missione preelettorale in Italia. Notizie da prima pagina che restano in secondo o terzo piano

Di cosa si parla con grande evidenza e un po’ dappertutto, sulla stampa mainstream? Del fatto che secondo Mario Monti la Merkel non gradirebbe un successo del Pd. E della successiva, inevitabile smentita della Cancelliera tedesca. In pratica, lasciando da parte le crescenti “intemperanze” propagandistiche dello stesso Monti, l’argomento è quello delle pressioni straniere sul voto di domenica e lunedì.

Nella stessa prospettiva, però, ci sarebbe un tema di rilievo assai maggiore, che invece viene solo sfiorato. E nemmeno da tutti. La finanza mondiale che ci tiene gli occhi addosso, pronta a muovere i suoi enormi capitali in base a quello che va emergendo.

Più in particolare, un colosso come Blackrock (il quale, citando una fonte omologata come il Corriere, controlla «ai dati di dicembre, 3.792 miliardi di dollari. Dieci volte più, circa, del valore dell'intera Borsa italiana. Se poi si includono le somme per le quali quegli emissari si limitano a offrire la loro consulenza, fanno 17 mila miliardi di dollari.») che a ridosso delle elezioni spedisce dei suoi emissari qui in Italia. Il compito “ufficiale” è acquisire gli ultimi dati relativi ai sondaggi, di cui è vietata la diffusione ma che si continuano a svolgere per fornirli a chi sia disposto a pagarli. La finalità, ovvia, è stabilire il da farsi, in base alle diverse ipotesi che si stanno profilando.

Ma è proprio qui, nelle pieghe di questa “ovvietà” che tende a passare inosservata, che si annida il vero problema. Mentre in tantissimi sono sempre pronti a insorgere per le interferenze estere a suon di dichiarazioni, o di chiacchiere, la stessa reattività non c’è neppure lontanamente per quanto riguarda le iniziative, assai più concrete e determinanti, dei potentati finanziari. I quali andrebbero identificati di volta in volta con la massima cura, e monitorati/denunciati di conseguenza, e invece rimangono avvolti nella comoda definizione onnicomprensiva (e onni-elusiva) di “mercati”.

È il classico vizio, non esattamente casuale, dell’odierna informazione di massa: le notizie si possono anche dare, e persino con qualche approfondimento a corredo, ma nell’insieme non si fa nulla per accrescere la consapevolezza dei destinatari. Per affinare la loro capacità di comprensione delle dinamiche su cui poggia la realtà contemporanea. Per indurli a non considerare ineluttabili certi meccanismi, e a riconoscere i rapporti di forza che li hanno imposti e li controllano.

L’edizione italiana dell’Huffington Post, ad esempio, ha dedicato un interessante articolo (qui) alla missione preelettorale degli inviati di Blackrock, ma senza spingersi al di là di una panoramica che, per quanto non completamente priva di spunti critici, resta lontanissima dal mettere in discussione i pesantissimi condizionamenti esercitati ai danni delle nazioni e dei rispettivi popoli.

Eccone uno stralcio: «In passato Blackrock si è distinta per operazioni non proprio gentili nei confronti dell'Italia. Sono stati loro a cedere, il 28 gennaio scorso, con un tempismo perfetto il misterioso pacchetto del 2,3% di Saipem, poche ore prima che il titolo crollasse del 34%. Sono stati ancora loro a far crollare il titolo di Unicredit con una comunicazione mirata durante l’aumento di capitale a inizio 2012. E sono ancora loro che adesso si stanno precipitando in Italia per decidere le ultime mosse prima del risultato elettorale. Un risultato che, se fino a qualche settimana fa sembrava più scontato, potrebbe dare esiti inattesi e soprattutto portare a una situazione di totale instabilità».

Il resto del pezzo è più o meno sulla stessa linea, e quindi ce ne sarebbe quanto basta, e avanza, per scatenare l’interesse della pubblica opinione e il dibattito dei politici. Viceversa, come abbiamo ricordato in apertura, ci si appassiona al semi gossip di giornata su Monti e la Merkel.

La libertà di stampa è rispettata. La stupidità collettiva è garantita.


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