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Il nome perduto della condivisione

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L'economia ha bisogno della moneta come mezzo di mediazione tra i partecipanti a uno scambio. Diversa è la dinamica del dono, dove la reciprocità apre la porta a possibili e inedite relazioni sociali.

eticadeldono 20130207

di Jean-Luc Marion* - il manifesto

L’economia che, letteralmente significa la «legge che regna in casa», è interpretata come scambio economico.

Ma quest’ultimo dev’essere considerato come un aspetto dell’economia che si può discutere, e non come sinonimo di economia. Che cosa, all’interno dell’economia, può contrapporsi allo scambio? Non l’abolizione del sistema di mercato, non l’opposizione del capitalismo al socialismo, ma il dono. Quando si oppone il dono allo scambio, apparentemente si va contro la più celebre definizione di scambio, quella formulata da Marcel Mauss negli anni Venti, e sulla quale continua a basarsi la maggioranza degli studi sul dono.

Secondo Mauss, il dono è un caso particolare di scambio, vale a dire uno scambio gratuito. Se guardiamo alla storia di certi gruppi etnici rimasti estranei alla rivoluzione economica, troviamo un sistema di scambio in cui una tribù che ne incontra un’altra le fa un dono in segno di benevolenza, costringendo così l’altra tribù, per mantenere la pace, a uno scambio reciproco che è uguale al precedente +1.

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Il Ribelle.Qui del 07/02/2013

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