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Alcuni effetti collaterali del caso Cipro

Collegato all'inusitato e inedito prelievo forzoso sui conti correnti di Cipro, c'è un tema secondario che potrebbe ben presto far sentire la sua importanza: è molto probabile che si crei una ulteriore stretta sulla concessione dei crediti. Il credit crunch, in altre parole, potrebbe ben presto aumentare, con l'inasprirsi delle conseguenze che già stiamo vivendo anche nel nostro Paese.

Il tema sul tavolo, a livello europeo, è ora quello delle Banche in procinto di fallimento, che stanno aumentando considerevolmente. E che pertanto reclameranno qualche intervento a livello europeo. Sino a che non sarà automatico l'intervento del Fondo Salva Stati sugli istituti, che già in tempi non sospetti su queste pagine avevamo definito infatti fondo salva Banche, ovvero sino a che non entrerà in vigore il meccanismo che consente la supervisione diretta della BCE sulle Banche, le possibilità sul tavolo non è che siano poi molte.

In Grecia lo schema messo in atto è ormai storia: si sono concessi "aiuti" ulteriori ad Atene a patto che essa accettasse di destinare larga parte di questi aiuti per ricomprarsi i titoli venduti a suo tempo e segnati come crediti - inesigibili, vista la situazione - presso tanti istituti che avevano lucrato sul Paese ellenico. In pratica si sono presi denari, da parte della troika, li si sono fatti transitare ad Atene e li si sono dirottati per svuotare, almeno in parte, i passivi nei forzieri delle Banche. Un furto in piena regola, anche se pare che non molti se ne siano accorti.

In Spagna la situazione di Bankia è conosciuta, e presto in altre parti d'Europa - e anche in Francia - arriveranno al pettine diversi nodi in tal senso. La Germania per ora si è opposta (ovviamente…) a che si potesse andare a vedere i conti reali degli istituti dei Lander. La voce grossa della Merkel, in questo caso, è servita per ora ad occultare una situazione espositiva, da parte tedesca, che è certamente preoccupante.

In quanto all'Italia, si è visto ad esempio nel caso di Mps, che i governi che abbiamo non battono ciglio nel prendere denaro pubblico e offrirlo alle Banche (o meglio ad alcune Banche: quelle legate a doppio maglio alla politica) invece di farle fallire come sarebbe giusto e come avviene per qualsiasi azienda che non riesce a stare in piedi. La storia di Cipro è infine oltremodo recente per esserci necessità di rammentarla ancora.

Ma il dato complessivo, e il problema, restano sul tavolo. E per ora vi si approccia in ordine e metodo sparsi. 

In Germania, ad esempio, è stata da poco presentata una proposta di legge per la risoluzione ordinata degli istituti di credito in crisi. Mentre in Italia per ora non se ne vuole sentire neanche parlare.

La paura è che in questo quadro disordinato, la strategia utilizzata a Cipro possa essere estesa. A nulla valgono le rassicurazioni in senso contrario. E infatti ci sono già i militari fuori dalle Banche, nell'isola.

Dal momento che i correntisti possono diventare, mediante decisione dall'alto, anche corresponsabili delle fortune, o meglio, solo delle sfortune, delle Banche presso le quali hanno i depositi, non potranno non esserci ripercussioni. Per le Banche, dunque, si apre un periodo di non facile raccolta di fondi, visto l'andamento di rivalsa nei confronti di azionisti, obbligazionisti e, per quanto attiene a Cipro, anche semplici correntisti. Ergo, con le Banche in penuria di introiti, ottenere credito, soprattutto da parte di piccole e medie imprese, oltre che per i privati, sarà ancora più difficile di quanto non sia già.

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