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Nucleare anti USA: le follie nordcoreane

Comprendere le logiche che stanno portando la Corea del Nord sull’orlo della guerra è praticamente impossibile. L’impermeabilità allo straniero non permette di capire quali siano le motivazioni di ordine interno che stanno motivando la minacciosa attitudine dei vertici del paese. Solo di ordine interno possono, infatti, essere, perché ragioni di politica estera non sono individuabili: il paese è isolato per sua stessa volontà, sull’orlo della fame se non oltre, come già accaduto, e non si vede quali vantaggi possa trarre dalla guerra.

Una guerra agli Stati Uniti, del resto, non potrebbe distrarre l’eventuale opinione pubblica, ammesso questa esista in Corea del Nord, in fermento. Pyongyang andrebbe incontro ad una rapida disfatta e se usasse l’atomica sarebbe pure peggio.

Eppure le basi missilistiche sono in preallarme e i vettori (potenzialmente) nucleari puntati su Guam e, forse, le Hawaii, che rientrano a pieno titolo nel territorio statunitense: se venissero colpiti, la reazione USA sarebbe terrificante. Non può bastare l’isolamento sanzionatorio in cui è stato fatto sprofondare sempre di più il paese, anche perché è un isolamento che i vertici si sono tirati addosso, quasi gioendone, come se l’individuazione di un nemico esterno fosse l’unico modo per tenere compatta la popolazione e mantenere in vita il regime.

Non reggono i ragionamenti sul diritto, anche della Corea del Nord, ad avere l’atomica, assimilandola all’Iran e biasimando Israele, che nessuno sanziona perché ce l’ha. Non si vuol dire, anche se si potrebbe, che la Corea del Nord essendo una dittatura paranoica fra le peggiori al mondo non ha titolo ad armarsi. Si vuole solo sottolineare che il suo governo sbandiera l’arma atomica e minaccia di usarla quasi quotidianamente, mentre l’Iran sostiene di non volerla neanche avere e Israele, che non nega né conferma di possederla, certe attitudini all’olocausto nucleare, se le ha, le tiene ben nascoste.

Il pericolo nordcoreano è dato non dall’avere l’atomica, ma dall’essere una scheggia impazzita ed imprevedibile che ha la bomba. Forse l’isolamento ha fatto sì che anche i vertici vivano in un mondo a parte e si siano ubriacati della loro stessa propaganda, incappando nel più grave errore che possa fare un governo, dittatoriale o democratico che sia.

Ad ogni modo, benché le minacce siano talmente frequenti che Pyongyang è diventata credibile come il ragazzo che gridava al lupo, prendere sottogamba le dichiarazioni del regime potrebbe essere un grave errore: il tono delle dichiarazioni antimperialiste che sembrano uscite da un brutto film di propaganda degli anni 60/70 rasentano la follia e ci si può aspettare di tutto da quello che, più che uno scenario geopolitico, sembra una sceneggiatura in stile “Dottor Stranamore”.

(fm)

Intanto (ancora) Monti

L'Unità isterica. E scorretta. Ridicola