Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Mali, comincia il ritiro francese

I francesi hanno ritirato un primo contingente di 100 soldati, dei 4000 inviati in Mali per combattere i secessionisti e gli islamisti, ritiro che dovrebbe completarsi entro fine anno, anche se non è chiaro quanto sarà “completo”.

Da una parte stanno, infatti, le dichiarazioni governative, che vorrebbero un totale disimpegno delle forze impiegate sul campo, dall’altra si moltiplicano voci che sostengono rimarranno 1000 uomini, anche se all’interno del contingente ONU che andrà a sostituire l’impegno francese.

Le pressioni per mantenere almeno 1000 soldati transalpini pare vengano direttamente dal segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon che, evidentemente, non ritiene sufficienti gli 11mila militari, in prevalenza africani, di cui ha invocato il dispiegamento per mantenere l’ordine in Mali, e non si può dargli torto vista la lentezza con cui i primi contingenti continentali sono entrati in azione.

Una continuità della presenza francese è auspicata dall’ONU, ma Parigi pare essere intenzionata a disimpegnarsi al massimo da una guerra che rischia di trasformarsi in una cronica guerriglia, anche per non restare invischiata nelle diatribe tribali che sono alla base delle scelte politiche dei governi di Bamako.

Da una parte abbiamo, quindi, l’ONU, conscio dell’inadeguatezza delle truppe africane ad adempiere il compito che verrebbe loro affidato, dall’altra la Francia, che, dopo aver risolto l’emergenza, non intende esporsi ulteriormente in quello che potrebbe diventare l’Afghanistan del Continente nero.   

Libia: l’arsenale per tutte le stagioni

Conferma Ue: Cipro è un modello, eccome