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DOPO-CHAVEZ: MADURO PRESIDENTE, LA LUCHA SIGUE

La vittoria è solo di misura, col 50,66 per cento contro il 49,07 dell’avversario, e anche al di là delle diatribe sugli ipotetici brogli elettorali si presta a interpretazioni opposte.

La prima è positiva: sia pure con difficoltà, il chavismo sopravvive alla scomparsa, assai prematura, del suo leader carismatico. A partire dall’ascendente personale di Chavez, si è formato un seguito massiccio, che in parte potrà anche essere dovuto all’esercizio del potere ma che in una parte molto più consistente poggia sulla diffusione/condivisione delle idee della Rivoluzione bolivariana. Che però, proprio in quanto rivoluzione a tutto campo, nel senso non solo economico ma culturale, esige tempi lunghi per radicarsi appieno nella coscienza collettiva.

La seconda lettura, invece, potrebbe vedere nella risicata prevalenza di Maduro il segnale di un’inversione di tendenza. Che è ormai avviata e che è destinata ad accentuarsi. Visto che l’arretramento è cospicuo, rispetto alle Presidenziali dell’ottobre 2012 che furono vinte in maniera assai più netta da Chavez, è infatti legittimo chiedersi quale autorità possa avere il neo presidente. Sia nei confronti del suo partito, sia agli occhi del resto della società venezuelana. Per non parlare, poi, delle controparti internazionali, da quelle ostili che hanno il proprio capofila negli Usa a quelle, soprattutto latinoamericane, che sono a loro volta in cerca di una propria autonomia dal modello liberista occidentale.

Quello che è certo, però, è che d’ora in poi il chavismo dovrà dare fondo alle sue energie migliori. Al posto della straordinaria suggestione di un solo uomo, andranno dispiegati numerosissimi, “ordinari”, solidi, fattori di convinzione. Al posto di un’economia basata solo sugli introiti connessi al petrolio, un tessuto di imprese produttive che incrementi l’occupazione e attenui la dipendenza dalle importazioni.

L’eredità di Chavez – la grande eredità di Chavez – darà frutto soltanto se sarà proiettata nel futuro. Lo slogan che è stato scandito in queste elezioni, «La lucha sigue», è quello giusto: la lotta prosegue, deve proseguire, ma per riuscirci bisogna guardare in avanti.



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