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Venezuela: l’opposizione tira la corda

Henrique Capriles insiste. E soffia sul fuoco della protesta antichavista, portando in strada i suoi sostenitori e alimentando il clima di tensione. Che in parte è già degenerato in vere e proprie violenze e che fa temere sviluppi ancora peggiori.

Ufficialmente, o formalmente, Capriles contesta la attendibilità del voto di domenica. Grida ai brogli elettorali e sostiene che, in caso contrario, la vittoria sarebbe andata a lui anziché a Nicolas Maduro, il candidato chavista che era stato designato da Chavez come proprio successore e che, sia pure di poco, ha ottenuto la maggioranza assoluta dei suffragi.

Di fatto, però, egli sta facendosi forte della sua cospicua ascesa rispetto alle Presidenziali dell’’ottobre 2012, in cui uscì duramente sconfitto dal confronto con lo stesso Chavez. Un atteggiamento che sconfina nella strumentalizzazione e, quindi, nell’illegalità. Se è vero, infatti, che la richiesta di riconteggio completo delle schede non è stata accolta, lo è altrettanto che al momento le accuse di irregolarità rimangono indimostrate. Il che rende pretestuose le manifestazioni di piazza, visto che spacciano per una rivendicazione di correttezza procedurale, di per sé oggettiva, quello che in effetti è un attacco di natura politica.

Una volta escluso, infatti, che l’esito delle Presidenziali sia stato truccato, Capriles & C.  sono tenuti a prendere atto della sconfitta, che rimane tale a prescindere dall’ammontare dello scarto tra chi vince e chi perde, e a considerare pienamente legittimo il successo di Maduro. Quest’ultimo, in vista del giuramento dell’investitura avrà luogo già venerdì prossimo, ha sottolineato che si tratta del 203esimo anniversario della ribellione dei venezuelani al dominio spagnolo, invitando i connazionali «a un’imponente sfilata civile e militare, per dare la dimostrazione della forza di cui disponiamo per difendere la Repubblica, garantire la Costituzione e la stabilità di questo Paese».

Una prova di forza, appunto. Sperando che basti a spegnere le velleità dei seguaci di Capriles o, almeno, ad assicurare un vasto consenso agli interventi repressivi che si renderanno necessari.



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