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Annata eccezionale - e indispensabile - per l’oppio afghano

L’agricoltura afghana è sempre più orientata verso l’oppio, le coltivazioni alternative a fine alimentare non sono abbastanza redditizie, complice l'enorme crisi importata dagli "esportatori di democrazia" in un decennio di aggressione, e così sono sempre di più i coltivatori che  si riconvertono al papavero. Le aspettative per il raccolto 2013 sono estremamente ottimiste, non solo si prevedono raccolti particolarmente abbondanti nei terreni già destinati a quella produzione nel 2012, ma questa si è estesa con successo, a detrimento delle altre coltivazioni, anche in nuove province.

Se non vi saranno incidenti a distruggere le coltivazioni, i raccolti previsti ricondurranno l’Afghanistan al suo ruolo dominante del mercato con uno share del 90% dell’oppio mondiale, dopo essere “crollato” al 75%. Le buone notizie per i produttori non finiscono qui: nonostante l’aumento della produzione i futures hanno raggiunto i 300$ al chilo. Livelli storici anche se difficilmente spiegabili secondo le leggi di mercato, considerato che i consumi sono a livelli costanti, specie quello dell’eroina, il derivato principale ed a maggior valore aggiunto del papavero da oppio.

Sono quindi eccellenti notizie per l’economia dell’Afghanistan, che deve al papavero il 15% del suo PIL, anche in prospettiva del prossimo venire a mancare dell’indotto dovuto alle forze di occupazione. Una scelta, quindi, sempre più obbligata per il coltivatore, che non ha ricevuto alcun incentivo per indirizzarsi verso nuove colture, né altre forme di tutela sociale: di eroina si muore nel mondo, ma senza in Aghanistan non si campa.

Un fallimento assoluto per la missione militare occidentale, che neppure nella guerra all’oppio è riuscita a cogliere risultati, anzi ha dato nuova linfa al mercato languente dell’eroina, riportandola ai livelli di quando Kabul era la capitale mondiale dei fricchettoni. Forse, però, quella guerra non è mai stata combattuta: il mercato mondiale dei narcotici ha un valore comparabile a quello di petrolio e gas ed il papavero da oppio fornisce una eccellente fonte di finanziamento, in nero, delle milizie mercenarie amiche degli atlantisti.

Una voce dissonante, che dovrebbe preoccupare il contadino afghano, viene dalla Russia, principale mercato di sbocco dell’eroina di quell'area, che ha dichiarato che si avocherà il diritto di comportarsi come gli USA fecero in Colombia. I russi andranno a distruggere direttamente tutti i campi di papavero possibili, usando i metodi che furono impiegati per le coltivazioni di coca, così da rendere difficile un intervento statunitense a difesa dei narcointeressi dei loro amici.

Ferdinando Menconi

Rassegna stampa di ieri (17/04/2013)

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