Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Nucleare: quante testate in giro per il mondo? E di chi?

Mentre negli Stati Uniti c'è una nuova ondata contro la vendita delle armi ai cittadini, almeno secondo i giornali locali, e in ogni caso è difficile che possa avere effetti reali viste le lobbies che controllano il settore in quel Paese, la cronaca relativa alla Corea del Nord riapre, almeno in parte, la questione del nucleare. Che è, come si intuisce, di ben altra caratura.

Ma quali sono i Paesi che attualmente dispongono di testate nucleari? E in che misura? Difficile dirlo con esattezza, perché da una parte tale informazione viene nascosta dietro il "segreto nazionale", dall'altra perché su questo tema, per ovvi motivi militari e strategici, c'è molta differenza, in merito alle comunicazioni ufficiali che vengono fornite, relativamente al vero ammontare del proprio "volume di fuoco".

Se da un lato comunicare numeri roboanti ha l'ovvio effetto di incutere timore nello scacchiere internazionale, dall'altro lato, come l'intelligence insegna, non è mai utile dichiarare esattamente ciò di cui si è in possesso. I vari servizi segreti di tutto il mondo si muovono e agiscono regolarmente per conoscere sempre più dettagli dei Paesi considerati avversari, e in ogni caso i dati che arrivano all'opinione pubblica sono per ovvi motivi edulcorati, o quanto meno pilotati, in un senso e nell'altro.

In questa chiave del mostrare e nascondere, vanno lette pertanto tutte le varie esercitazioni e i test che i vari Paesi effettuano, talora in modo visibile, e molto più spesso in modo nascosto, proprio in merito a questo scenario bellico. 

Se da una parte, ad esempio, gli Usa pretendono di agire indisturbati sul lato del Pacifico, sino a che la Cina gli permetterà di farlo, facendo incrociare vari sommergibili ed elementi in fase di controllo e test per confermare, direttamente o indirettamente, la propria capacità, non si capisce il motivo per il quale - e sfioriamo la cronaca di questi giorni - ciò non debba essere permesso agli altri Paesi. Corea del Nord inclusa.

Non solo, è evidente a tutti, almeno se si fa opera di onestà intellettuale, che per quanto attiene ad esempio il caso Iran sia del tutto ipocrita pensare di poter imporre delle sanzioni a un Paese che autonomamente e legittimamente vuole dotarsi di una arma nucleare soprattutto quando, a spingere per tali pressioni e sanzioni, sono altri Paesi che non solo l'atomica ce l'hanno già, ma che, ed è il caso degli Usa, sono i soli ad averla realmente utilizzata. Proprio gli Stati Uniti, c'è bisogno evidentemente di ripeterlo perché in pochi lo fanno ogni volta che arriva una comunicazione dalla Casa Bianca, sono veramente gli ultimi che possono pronunciare parole ia riguardo. È ridicolo pensare a voler imporre trattati di non proliferazione nucleare quando si è in possesso di uno degli arsenali più grandi, in tal senso, che si è peraltro già usato realmente.

Eppure, malgrado il differente grado di trasparenza tra Paese e Paese, in merito a questo tema, è possibile fare una stima generale, a livello mondiale, non troppo distante dalla realtà.

I dati più aggiornati risalgono al dicembre dello scorso anno, e sono forniti - attenzione, comunque la si voglia interpretare - dalla Fas, cioè la Federation of American Scientist. Dunque Usa.

E comunque vediamoli. In termini numerici, gli Stati Uniti possederebbero circa 7700 testate - esatto: settemilasettecento - e sarebbero superate, in quantità, solo dalla Russia, che ne avrebbe 8500. Andando a scalare, sempre in ordine numerico, ci sarebbe la Francia con 300 testate, quindi la Cina con 240, il Regno Unito con 225, il Pakistan con circa 100 testate e l'India con 90. Chiudono i conti Israele con 80 e la Corea del Nord che non dovrebbe superare le 10 testate.

Altro dato interessante: la data, Paese per Paese, in cui sono stati effettuati "dei test" in merito. Posto che per Israele al momento non c'è alcun test ufficialmente confermato, il Primo Paese ad aver testato sul serio questa arma è, come sappiamo - gli Stati Uniti: era il 1945. Quindi è stata la volta della Russia (1949), del Regno Unito (1952), della Francia (1960), della Cina (1964), dell'India (1974), del Pakistan (1998) e della Corea del Nord (2006).

Uno scenario, come detto, solo stimato. Ma niente affatto confortante.

 

La Bundesbank indaga su Deutsche Bank per le perdite sui derivati

Grecia news: rastrellare altro denaro o... uscire dall'euro?