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Aborto in Irlanda, andare oltre la lettura dei titoli

Probabilmente, specie dagli ambienti cattolici più conservatori, si leveranno voci indignate per la proposta di legge del governo irlandese che permetterà, se adottata, l’aborto, fino ad ora vietatissimo nell’Isola di smeraldo. Altri, invece, mostreranno grande soddisfazione per la “scelta di civiltà”, ma tutti, quasi sicuramente, entreranno in polemica dopo essersi soffermati nella lettura dei soli titoli, diversamente modulati a seconda del lettore di riferimento, senza scendere nel merito dell’articolo, come troppo spesso accade.

Quella irlandese sarà una legge che non soddisferà gli “abortisti”, e che non vediamo come possa indignare gli “antiabortisti”, infatti renderà possibile l’interruzione volontaria di gravidanza solo nel caso in cui la vita della madre sia a rischio. Essendo l’aborto irlandese strettamente limitato a questo specifico caso è difficile poterlo considerare come una legge contro la vita: quella della madre non vale meno di quella del nascituro, e la possibilità di scelta in questo caso limite non dovrebbe seminare discordie, anche se qualcuno potrebbe volere di più.

L’aborto è qualcosa che va oltre le convinzioni religiose, si può ben essere atei ed antiabortisti, e, comunque, il popolo d’Irlanda si è già pronunciato contro tramite un referendum nel 1983. Scelta discutibile per alcuni, o anche molti, eppure assolutamente legittima ed entrata nella costituzione della Repubblica, ma che già nel '92 fu mitigata da una sentenza della Corte Suprema, che stabiliva la possibilità di abortire in caso di pericolo di vita per la madre. Tuttavia nessuna legge fu adottata per dare attuazione alla sentenza.

Esistono ancora forti opposizioni in Irlanda anche a questa minima apertura e alcune frange ultracattoliche sono scese in piazza per protestare anche contro questa limitatissima possibilità di abortire.

Non si vuole qui, però, entrare nel merito della questione dell’aborto anzi solo limitatamente nel merito della legge, si vuole, invece, invitare a leggere gli articoli, non solo i titoli, prima di tuffarsi in polemiche che poco avrebbero a che vedere con la legge proposta dal Governo irlandese. Dopodiché ciascuno sarà libero di mantenere o mutare la propria posizione in tema di interruzione volontaria della gravidanza, che qualunque essa sia è sempre legittima, anche se non necessariamente sempre condivisibile.

(fm)

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