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Imu? "Gol annullato"

In occasione della conferenza stampa a seguito del primo Consiglio dei Ministri, dopo il sacrilego ritiro nel convento del nuovo Governo Letta, Angelino Alfano ha dichiarato, tronfio, che la prima palla del governo era andata in gol. Se vi fosse stato un arbitro degno di tal nome avrebbe annullato la rete. Ma così non è stato, così come, bisogna pur notarlo, non si è levato quasi un solo grido, da parte della tifoseria, per urlare che l'arbitro è cornuto.

Fuori di metafora, il vicepremier si riferiva al decreto sull'Imu, il quale, come sappiamo, sospende il pagamento della prima rata per le prime case.

L'azione di Alfano (e di tutto il governo), al di là delle rete invisibile, è stata comunque viziata da un evidente fuorigioco. La frase da mettere a fuoco è la seguente: il governo ha agito sull'Imu senza prelevare contestualmente denaro dalle altre tasche degli italiani. Questo, grossomodo, è quello che ha dichiarato Alfano. Vero, non fosse che, non prelevando denaro mediante altre tasse - così come è evidente si debba realizzare, nel caso, una norma del genere visti i conti disastrosi del nostro Paese - è infatti proprio la norma a non esistere. L'Imu non è stata abolita, così come pretendeva Berlusconi in campagna elettorale e come ha invece dichiarato a furore di microfoni. 

Dovrebbe essere evidente, infatti, che la sospensione è cosa molto diversa dal taglio. Tanto che, appunto, proprio per non muovere di un millimetro i conti dello Stato, e proprio per non far scattare immediatamente l'allerta dell'Europa sul decreto appena varato, il governo è stato costretto, contestualmente, a inserire in questo provvedimento la scadenza entro la quale rivedere l'intero impianto di questa tassa: il 31 agosto. Se così non sarà, a settembre si dovrà, automaticamente, pagare quanto sospeso per la prima rata di giugno, e a fine anno, poi, si dovrà pagare il saldo. Esattamente come per il 2012.

Cosa significa? Molto semplice: entro il 31 agosto si dovrà trovare la copertura economica per rendere reale, e non virtuale, la norma dichiarata adesso. Il che significa, tradotto in soldoni, che entro tale data si dovrà operare a livello finanziario per drenare da altra parte, ai cittadini, quanto concesso per la rimozione dell'Imu.

Tutto quanto in discussione adesso, pertanto, è fuffa. Il nodo relativo all'Imu è solo spostato di qualche mese. Solo alla data del 31 agosto si potranno tirare le somme e semmai commentare una norma che per ora è solo annunciata.

Curiosità: visto il periodo caldo per la discussione relativa al dove trovare la copertura, è facile immaginarsi che, nella più classica delle abitudini dei governi recenti, la batosta, cioè la nuova tassa, diretta o indiretta, manifesta o mascherata, arriverà grossomodo attorno a ferragosto, quando l'opinione pubblica è ancora più disattenta, se possibile, rispetto agli altri periodi dell'anno.

En passant: allo stesso momento, tutti i discorsi e le "speranze" messe sul campo sino a ora, in merito alla possibilità di rimuovere l'aumento dell'Iva previsto in automatico (ah, il "pilota automatico" di Draghi...) a luglio, intanto, sono cessati del tutto. L'aumento ci sarà. Ma su questo, complice il fumo negli occhi della sospensione della prima rata dell'Imu dato in faccia alla gente, non sembrano levarsi proteste sonore.

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