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Iran. Oggi alle urne, ma con poche opzioni

Gli elettori iraniani oggi si recheranno alle urne per il primo turno delle presidenziali, ma non è stata lasciata loro un grande possibilità di scelta: i Guardiani della Rivoluzione hanno fatto una eccellente operazione di filtraggio dei candidati ammissibili alla consultazione.

I nomi che sono sopravvissuti a questa specie di Grande Fratello, in tutti i sensi, pre-elettorale sono sei e ben quattro di questi appartengono al fronte conservatore, fra cui Said Jalili, negoziatore per il nucleare, che parrebbe il favorito. Unica “alternativa” è il leader religioso Hassan Rohani, che, nonostante il suo status, ha rischiato di essere escluso perché considerato troppo moderato e critico, ma ritenere che sia una alternativa reale è un errore: in caso contrario mai sarebbe stato accettato come candidato.

Tuttavia, nel caso remoto che Rohani riesca ad arrivare al ballottaggio, la sua candidatura potrebbe ricondurre alle urne quella fascia di elettorato che, dopo le proteste e la repressione del 2009, dovrebbe tendere all’astensione. In questa logica va interpretata la decisione dei Guardiani di lascarlo competere: come in altri paesi il termometro della democrazia va letto in funzione dell’astensione.

Nessune timore di brogli a questa tornata elettorale. Il lavoro è già stato svolto a monte, impedendo una reale scelta agli elettori, dettaglio che non può essere ignorato.

(fm)

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