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Disarmo: Lavrov “chiama” il bluff di Obama

La proposta di disarmo nucleare, lanciata da Obama dal suggestivo palcoscenico di Berlino, sembrava aver raggiunto i suoi obiettivi propagandistici, essendo caduta nel vuoto perché giudicata non seria da Mosca. Invece, purtroppo per Mr. President, il ministro degli esteri russo Lavrov non solo ha chiamato il bluff, ma ha alzato la posta.

La sortita statunitense resta, naturalmente, poco seria per i russi, che però colgono la palla al balzo per aprire un discorso molto più articolato in tema di armamenti, superando la limitazione nucleare. Lavrov trova inscindibile, infatti, ogni negoziato sugli arsenali atomici da quelli sul sistema antimissile USA: non chiude, quindi, al dibattito, ma pretende che sia esteso ad «armamenti non nucleari che sono molto più efficienti dell’arsenale atomico esistente».

Un ragionamento inattaccabile, se si vuole realmente perseguire la pace e non l’indebolimento dell’avversario per meglio far la guerra. Inoltre, il Ministro russo, giustamente, ritiene che il disarmo nucleare non possa essere portato avanti in via bilaterale, ma dovrebbe coinvolgere tutti i paesi dotati di tale arma. Il che potrebbe mettere, tra l’altro, in imbarazzo Israele, che non ha mai ufficialmente ammesso di possedere l’Atomica ma la cui presenza al tavolo delle trattative sarebbe obbligata per iniziare il negoziato.

La Russia non ha rifiutato ogni ipotesi, che dubitiamo voglia portare avanti, ma ha abilmente rimbalzato la palla della responsabilità in campo statunitense, anche se  i media mainstream non sembrano essersene accorti: perché, se non sarà dato seguito alle controproposte Lavrov, si scoprirebbe che il guerrafondaio che non vuole rinunciare alla sua capacità offensiva non è Putin, ma un certo Nobel per la Pace, finito vittima della sua stessa propaganda.

(fm)

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