Ottima scelta

Se sei arrivato qui allora sei uno degli ultimi esemplari viventi di Homo Sapiens. Buona lettura.

Siria. Nuovo boicottaggio a Ginevra 2

Il negoziato di pace Ginevra 2 sulla Siria, previsto per giugno e poi rimandato a luglio, subisce un nuovo rinvio, e c’è da iniziare a sospettare che non si terrà mai, dopo che Russia e Stati Uniti hanno concluso senza esito i colloqui preliminari, nonostante la mediazione dell’inviato internazionale per la Siria, Lakhdar Brahimi.

La disponibilità del Segretario di Stato Kerry ad una via negoziale, che aveva portato a concordare, con il Ministro russo degli esteri Lavrov, una conferenza di pace, si sta rivelando un bluff e se mai vi era stata una possibilità che gli USA preferissero i negoziati all’uso della forza essa è stata spazzata via dai successi militari di Assad, che l’intelligence statunitense non aveva, evidentemente, saputo prevedere.

Washington non può permettersi di andare ai negoziati con Assad in tale posizione di forza, anche Homs pare sul punto di cadere, ma d’altra parte proprio per questo deve sbrigarsi e l’invio di armi potrebbe non essere sufficiente, vista la rapidità delle avanzate dell’esercito siriano appoggiato da Hezbollah. Gli USA hanno l’impellente necessità di un casus belli, ma la carta del gas è stata neutralizzata da Mosca e così pare non rimanga che puntare sull’estensione del conflitto.

Le prove generali di questa opzione sono già in atto in Libano, magari con la speranza di avere anche una scusa per aggredire l’Iran, ma se queste operazioni avranno successo il conflitto che ne deriverà andrà ben oltre la dimensione regionale perché, come Brahimi stesso fa notare, «questa situazione sta sfuggendo di mano, non solo in Siria ma anche nel resto della regione».

(fm)

Ue: le mani nei nostri Conti Correnti

Caso Snowden: le nuove frontiere della dissidenza