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Siria: i ribelli perdono Qusayr

La roccaforte ribelle di Qusayr è caduta dopo un’offensiva coordinata, durata tre settimane, di esercito siriano ed Hezbollah che hanno ormai il controllo totale della regione. Una sconfitta grave per i ribelli che per 18 mesi avevano tenuto in scacco i collegamenti fra la capitale siriana e il Mediterraneo: la città si trova infatti a 15 chilometri dalla frontiera libanese e sulla direttrice Damasco–Tartus, dov’è anche la base permanente della marina russa.

Questa spiega i toni trionfalistici della propaganda di regime che non sono, però, eccessivi, almeno quando rimarcano l’importanza del risultato strategico raggiunto, che, anche se non decisivo, può segnare un punto di svolta nella guerra civile.

Non si hanno dati sul numero delle vittime e quindi non è possibile valutare né il prezzo della vittoria né l’ampiezza della disfatta, si hanno però voci che uno dei fattori della sconfitta sia stata la scarsità di munizioni in cui si erano venuti a trovare i ribelli, ma anche qui non è dato sapere se si tratta di una penuria strutturale o contingente, dovuta all’assedio cui era stretta la città da due settimane.

Lo stato della linea del fronte sarà un fattore di fondamentale importanza sullo svolgimento della prossima Conferenza di Pace e di questo entrambe le fazioni sono ben consce, ma è soprattutto per il regime che il massimo controllo possibile del territorio assumerà un peso determinante al tavolo dei negoziati.

La sconfitta di oggi dimostra come, senza interventi armati esterni, i ribelli non possano sconfiggere Assad sul campo di battaglia, specie da quando questi ha potuto controbilanciare l’afflusso di “volontari” islamisti grazie al sostegno di Hezbollah. Per quanto paradossale possa apparire, questa sconfitta degli insorti è un passo avanti verso una soluzione negoziale della crisi.

(fm)

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