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MALI: LE RAGIONI DELL’INTERVENTO OCCIDENTALE

MALI: LE RAGIONI DELL’INTERVENTO OCCIDENTALE

Cosa ha spinto i Paesi occidentali – e soprattutto la Francia – a destinare i propri sforzi militari ed economici per arginare i movimenti ribelli in Mali? Loro dicono la difesa della democrazia e la tutela dei diritti umani. Ma è vero? O bisogna considerare anche altre ragioni che hanno portato alla creazione di una missione ONU di notevoli dimensioni? L’operazione MINUSMA, infatti, conta circa 12.000 uomini; è la terza missione più grande attualmente in corso da parte delle Nazioni Unite e lo scorso 1 luglio ha preso il posto della missione MISMA. Considerando a fondo le potenzialità che il Mali offre, non appare strano e fuori luogo pensare che dietro alle motivazioni ufficiali le vere ragioni dell’intervento occidentale siano altre.

 

 
Nel corso degli ultimi anni il Mali ha vissuto un difficile periodo di crisi politica, socioeconomica e umanitaria, le cui origini sono da ricercare non solo nel colpo di Stato del 2012 e nell’azione terroristica di gruppi legati ad Al Qaida, ma anche nella debolezza strutturale delle istituzioni e nell’inefficacia dei governi che si sono succeduti. A questo si deve poi aggiungere la corruzione, gli abusi di potere e i conflitti interni che generano una situazione di profonda insicurezza. E che hanno fatto precipitare il Paese in una guerra che continua ancora oggi, anche se con toni più bassi.

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