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Grecia: ci risiamo

Servono altri 10 miliardi. E da più parti si parla già di nuovo haircut.

Angela Merkel, alle prese con la campagna elettorale, dichiara decisa che non ci sarà alcun taglio del debito perché, ha proseguito, «c'è il rischio dell'effetto domino».

Sembra di rileggere dichiarazioni di due anni addietro. Come se nulla fosse accaduto, come se sulla Grecia non fossero piovute già disgrazie e debiti su debiti in seguito al "piano di aiuti" già dichiarato come fallimentare e profondamente sbagliato da Christine Lagarde stessa, del Fondo Monetario Internazionale. E invece ci risiamo: 26 agosto 2013. La storia si ripete:

"Se vi dovesse essere necessità di un ulteriore sostegno alla Grecia, sarà nell'ordine di circa 10 miliardi", dice il ministro delle Finanze greco Yannis Stournaras, dopo la visita ad Atene del membro del board Bce Joerg Asmussen, indorando in qualche modo la pillola nel momento in cui afferma che la somma è "molto inferiore rispetto agli interventi precedenti".

Dal canto suo Merkel ha sottolineato che i problemi del debito della Grecia e delle riforme strutturali saranno affrontati nel 2014. "Fino ad allora il paese ha ancora molto da fare e deve continuare in modo costante a rendere esecutive le proprie riforme". (WSI)

Insomma, furbizie elettorali interne sulla pelle del popolo greco.

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